Cristina Degrassi, ceo di MTTLab, ci racconta la sua esperienza con React4life che ha portato alla pubblicazione su Altex del paper: “3D fluid-dynamic ovarian cancer model resembling systemic drug administration for efficacy assay”.

La capacità di esaminare i farmaci in modo rapido ed efficiente con un modello tumorale preclinico più accurato è di grande importanza nello sviluppo dei farmaci, poiché i test attualmente utilizzati hanno ancora gravi limitazioni e scarsa predittività.

Considerando i limiti degli esperimenti sugli animali per prevedere la risposta umana e l’elevata necessità di nuovi farmaci, è necessario includere modelli di tumore sistemico umano altamente riproducibili nelle analisi precliniche per convalidare più accuratamente l’efficienza dei farmaci candidati.

Partendo da questo principio, il team di React4life ha utilizzato MIVO® per convalidare un modello di cancro ovarico, coltivandolo all’interno del dispositivo fluidodinamico in grado di imitare la dinamica del flusso capillare che alimenta il tumore. IL risultato è stato pubblicato ad agosto a.c. sulla rivista Altex a dimostrazione che l’ambiente dinamico simile a in-vivo fornito dal dispositivo MIVO® consente di modellare meglio l’ambiente tumorale 3D e prevedere l’efficacia del farmaco in vivo rispetto a un modello statico in vitro.

Un grande successo e traguardo per React4life, raggiunto grazie alla collaborazione di un team competente e un ottimo lavoro di squadra del quale ha fatto parte anche Cristina Degrassi, CEO and R&D General Manager di MMtlab che in questa breve intervista condivide e racconta come nasce un progetto e come si arriva alla pubblicazione.

  • Il 3 agosto 2020, la rivista scientifica Altex ha pubblicato l’articolo “3D fluid-dynamic ovarian cancer model resembling systemic drug administration for efficacy assay” di cui Lei ha partecipato insieme a Martin Mojzisek per MTT Lab. Com’è nato il progetto che ha portato a questa collaborazione?

Ho conosciuto Silvia e Maurizio alcuni anni fa, e da subito ho creduto nella possibilità di utilizzare il loro bioreattore. Abbiamo passato un pomeriggio nel mio ufficio a cercare di individuare in quale modo il vostro dispositivo MIVO avrebbe consentito di ridurre l’utilizzo degli animali in campo preclinico, consentendo allo stesso tempo di ridurre i tempi ed i costi della ricerca.

  • Che ruolo ha svolto nell’esperimento e quale è il suo rapporto con React4life?

Io ho pianificato gli esperimenti in vivo descritti nell’articolo. Insieme a Silvia abbiamo discusso e confrontato i dati che abbiamo poi inserito nell’articolo. La collaborazione non si fermerà qui, anzi ci sono altre idee che vogliamo sviluppare insieme.

  • Gli idrogel 3D seminati di cellule SKOV-3 sono stati impiegati come modelli di tumore ovarico e coltivati ​​all’interno del dispositivo fluidodinamico (MIVO®) in grado di imitare la dinamica del flusso capillare che alimenta il tumore e la diffusione del farmaco somministrato in vivo per via sistemica. Aveva mai utilizzato un bioreattore fluidodinamico in un esperimento scientifico?

Non ancora,  ma lo faremo a breve  nell’ambito di un nuovo progetto che sta partendo in questi giorni.

Cosa pensa di MIVO®?

Trovo che sia un dispositivo che permette di essere utilizzato in numerosi campi, molto versatile.

  • Il risultato di questo esperimento ha dimostrato che si possono impiegare modelli tumorali coltivati in condizioni fluidodinamiche all’interno di MIVO® e ottenere un output del test di efficacia di farmaci antitumorali in soli 7 giorni, rispetto ai 21 giorni del modello in vivo. Come commenta questo traguardo?

Sono entusiasta, i modelli classici in vitro 2D utilizzati per gli screening iniziali di un farmaco risultavano essere spesso poco predittivi. Adesso abbiamo la possibilità di poter testare in vivo l’efficacia su questi modelli e ridurre il numero di animali utilizzati nei test in vivo.

  • Modelli tumorali 3D coltivati in condizioni fluidodinamiche in vivo come il sistema MIVO® come possono modificare la sperimentazione preclinica nell’ farmaceutica?

Possiamo ridurre i tempi ed i costi per lo screening di nuovi composti, ridurre il numero di animali utilizzati nei test in vivo. Abbiamo bisogno di raccogliere dati e naturalmente c’è sempre una diffidenza iniziale da superare, spesso i cambiamenti destabilizzano. E’ solo questione di tempo.

  • In quale settore/ambito di ricerca o esperimento utilizzerebbe MIVO®?

Il mio ambito è lo sviluppo preclinico del farmaco, quindi sicuramente la mia intenzione è di utilizzarlo in questo senso. Non escludo l’idea di testare il MIVO® anche in altri ambiti, ad esempio in ambito veterinario.