Quello che sappiamo veramente dei test farmacologici: vantaggi e svantaggi dei metodi 3R e test sugli animali.

I principi della 3R (sostituzione, riduzione e perfezionamento) sono stati sviluppati oltre 50 anni fa per condurre ricerche su più animali umani. La ricerca biomedica richiede un aggiornamento continuo su solidi modelli sperimentali e in questo scenario gli approcci basati sulla 3R possono diventare interessanti alternative negli studi preclinici.
Giovedì 11 giugno 2020 alle 15:00, quattro ricercatori di diversi settori di ricerca presentano la loro attività e si confrontano cercando di rispondere alla seguente domanda: saremo mai in grado di sostituire totalmente i test sugli animali?

Partecipa al webinar cliccando qui: https://us02web.zoom.us/webinar/register/WN_w1u8uoxwSwO4tCK23DOO5Q

Introduzione e presentazione del Dr. Paolo Cappella

La Dott.ssa Laura Clavillo, consulente esperta di ricerca 3R Cardiologia Ricercatrice, illustra come un metodo di sostituzione parziale sia attualmente utilizzato nei suoi laboratori per esplorare il dialogo neuro-immunitario tra i sistemi nervoso e cardiovascolare. Mentre la sostituzione completa è stata ottenuta solo con metodi validati (usati principalmente in tossicologia, ma non molto comuni nella ricerca preclinica), le tecnologie che creano strumenti di test in vitro di nuova generazione (metodi di sostituzione parziale) sono opportunità molto promettenti che potrebbero essere validate per la Fa. In conclusione, nella ricerca biomedica preclinica è necessario un approccio globale alle 3R e, quando sono coinvolti animali, sarebbe preferito un team multidisciplinare, ad esempio medici per questioni cliniche, biologi per le loro conoscenze di fisiologia, modelli sperimentali e aspetti traslazionali, veterinari per animali cura e bioingegneri per lo sviluppo di strumenti di prossima generazione.

Il Dott. Fabio Stellari, Senior scientist, ricerca polmonare, Chiesi Farmaceutici fornisce un esempio pratico di come l’imaging Micro CT è conforme alla 3R: uno strumento utile per la quantificazione della fibrosi polmonare nella scoperta di farmaci. La fibrosi polmonare idiopatica è una malattia cronica progressiva che provoca insufficienza respiratoria e morte. Vi è un imperativo bisogno medico di sviluppare nuovi farmaci, poiché il trapianto polmonare rimane l’unica modalità per migliorare la sopravvivenza nei pazienti con IPF. I modelli animali svolgono un ruolo cruciale nel processo di scoperta di farmaci, prevedendo il risultato clinico. Micro CT come strumento per seguire lo sviluppo della fibrosi polmonare nel modello murino di bleomicina. Ogni animale può essere trattato come soggetto individuale, in cui la progressione della malattia e la risposta farmacologica al trattamento sono quantificate longitudinalmente. La correlazione positiva tra i parametri della micro-CT, l’istologia e il contenuto di collagene sottolinea il ruolo chiave della micro-CT nella scoperta di farmaci o nella scienza di base.

Il Dott. Giuliano Grignaschi, Responsabile del benessere degli animali, Direzione servizi per la ricerca dell’Università di Milano, illustra come la legislazione europea è implementata nel nostro Paese: benefici e svantaggi. il recepimento italiano della Direttiva UE 63/2010 sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici ha introdotto nel nostro Paese una serie di ulteriori limitazioni che danno origine a importanti limitazioni per i ricercatori che lavorano in Italia rispetto ai loro colleghi nel resto del mondo . Alcune di queste limitazioni possono avere un impatto benefico sulla protezione degli animali (ad esempio OPBA vs AWB), mentre altre sono completamente prive di significato e possono persino peggiorare il benessere degli animali. Dobbiamo urgentemente recepire correttamente la Direttiva UE per garantire la protezione degli animali, lo sviluppo di metodi complementari e alternativi, la competitività dei nostri ricercatori.

La dott.ssa Silvia Scaglione, Chief Scientist di React4life, presenta il dispositivo MIVO-multi in vitro Organ come piattaforma utile e affidabile per la coltura di tessuti per test in vitro. MIVO è un dispositivo fluido-dinamico simile alla circolazione sistemica in vivo e alle connessioni fluidiche organo-organo. Il MIVO, già validato per la permeabilità intestinale delle molecole e l’assorbimento dei dispositivi medici, è anche usato per assomigliare ai meccanismi di trasporto sistemico in vivo del farmaco e testare l’efficacia del farmaco rispetto a un modello di tumore umano 3D. I risultati finora ottenuti hanno mostrato che la piattaforma MIVO combinata con i tessuti umani 3D può rappresentare un modello in vitro nuovo, altamente affidabile e facile da usare per studiare il passaggio dei farmaci e il loro effetto sul comportamento cellulare.